Cosa fare in caso di pidocchi


Il pidocchio chi è?
Il pidocchio è un parassita obbligato dell’uomo ed è conosciuto da migliaia di anni: lontano da noi umani non può vivere perché trova ideale la nostra temperatura corporea e si nutre del nostro sangue.
La specie umana più comune è il pidocchio del capo: il prurito che spesso ne segnala la presenza dipende dalle punture, attraverso cui succhiano il sangue umano di cui si nutrono e dai movimenti sul cuoio capelluto.
Il pidocchio umano è di colore grigio-bruno, ha tre paia di zampe ed è lungo 1-3 mm

Dove si trova?
La diffusione è mondiale. Dal 1970 la frequenza della pediculosi è andata aumentando in molti Paesi.
Non esistono però dati precisi perché spesso l’infestazione da pidocchi non viene notificata: è comunque certo che non esiste alcun legame con il livello socio-economico.

Come si trasmette?
I pidocchi non volano né saltano, ma si muovono molto velocemente sui capelli, passando così da una persona all’altra quando le teste si avvicinano oppure attraverso oggetti “veicolo”: cappelli, pettini, spazzole, usati da poco dalla persona infestata.
Ci sono alcuni fattori di predisposizione da prendere in considerazione:

  • l’età (colpisce soprattutto dai 3 agli 11 anni);
  • il contatto stretto (ecco perché si diffonde facilmente nelle scuole);
  • il sesso (è più frequente nel sesso femminile);
  • il tipo di capello (preferisce il liscio al crespo).

Come vive?
Il pidocchio depone le uova (lendini) sui capelli.
Esse si schiudono in circa 7-10 giorni alla temperatura corporea; in altri 7-10 giorni i piccoli pidocchi divengono adulti e depongono altre uova (circa 10 al giorno): da ogni femmina possono nascere 300 nuovi individui!
Il pidocchio vive 1-3 mesi, nutrendosi del sangue dell’ospite, che si procura pungendo il cuoio capelluto, e non può vivere più di 24-48 ore lontano dal corpo umano.
Le lendini sono ovali, biancastre e translucide, lunghe circa 1 mm e tenacemente attaccate al capello; le lendini maturano solo sulla testa: se finiscono nell’ambiente, dove la temperatura è minore, muoiono entro 10 giorni.
Prevenire l’infestazione!

Cosa fare:

  • lavare regolarmente i capelli (almeno 2 volte alla settimana);
  • pettinare e spazzolare i capelli tutti i giorni;
  • tenere i capelli lunghi raccolti;
  • pulire spesso spazzole e pettini;
  • verificare quotidianamente l’assenza di pidocchi o lendini dalle teste dei bambini.

COSA NON FARE:
non usare a scopo preventivo prodotti pubblicizzati o usati per il trattamento: l’uso indiscriminato di questi prodotti aumenta il rischio di sviluppo di resistenze, oltre ad avere un effetto irritante sul cuoio capelluto.
Come si riconosce l’infestazione Il sintomo fondamentale è il prurito, dovuto alla reazione dell’organismo alla saliva del parassita. Esso non è sempre presente, tuttavia quando c’è può dare lesioni da grattamento con infezioni batteriche secondarie.
È difficilissimo vedere i pidocchi ad occhio nudo: l’uso di una lente di ingrandimento può aiutare.
Più frequente è la individuazione delle lendini: esse si distinguono dalla forfora perché sono tenacemente attaccate ai capelli.
Le sedi tipiche sono la nuca, la zona retroauricolare e la fronte.

Trattamento
Se si accerta la presenza di pidocchi o di uova è necessario:
Applicare sui capelli prodotti antiparassitari specifici, si tratta di shampoo, creme, gel, pomate e polveri, venduti come prodotti da banco in Farmacia (cioè senza necessità di prescrizione medica)
Essi devono essere utilizzati:

  • solo per il trattamento;
  • mai a scopo preventivo;
  • seguendo con scrupolo le istruzioni sulla confezione (l’uso indiscriminato di questi prodotti aumenta il rischio di sviluppo di resistenze oltre ad avere un effetto irritante sul cuoio capelluto)
  • asportare tutte le uova visibili sfilandole manualmente;
  • utilizzare un pettinino a denti fitti, passandolo meticolosamente sulla capigliatura partendo dalla radice;
  • se necessario sfilare le lendini una ad una con le unghie;
  • per “sciogliere” la colla che fa aderire le lendini ai capelli può essere utile effettuare un impacco con acqua calda e aceto bianco per 30 minuti circa dopo il trattamento specifico;
  • controllare tutti i componenti del nucleo familiare e trattare tutti coloro che risultano infestati;
  • lavare la biancheria da letto e quella personale in lavatrice a ≥60° C; ciò che non può esseremesso in lavatrice va lavato a secco o conservato per 10 giorni, senza utilizzo, in un sacco di plastica;
  • lavare spazzole e pettini con detergente dopo averli lasciati per 10′ in acqua a 60°C.

NB: La disinfestazione degli ambienti non serve perché i pidocchi vivono e si riproducono solo sull’uomo.
È invece essenziale il trattamento simultaneo di tutti i familiari infestati.

Conclusioni
La pediculosi non rappresenta un serio pericolo per la salute.
È tuttavia molto fastidiosa per l’intenso prurito ed è facilmente trasmissibile;
È quindi necessario adottare corrette strategie di intervento allo scopo di evitare, o quanto meno limitare, il suo diffondersi.
Il ruolo della famiglia è fondamentale perché solo in ambiente domestico può essere assicurato il controllo assiduo dei bambini, unico cardine della prevenzione.

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