Premio Innovazione digitale in Sanità, ATS della Montagna fra i finalisti.

L’ATS della Montagna si è qualificata fra i 9 finalisti del Premio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, edizione 2022, aggiudicandosi il terzo posto nella sezione “Servizi di integrazione ospedale-territorio e Telemedicina”.  La conferma è arrivata nei giorni scorsi in occasione della giornata conclusiva e del convegno svoltosi lo scorso 19 maggio a Milano presso il Politecnico.

“ATS si è distinta – spiega il DG Raffaello Stradoni – con il “Progetto pilota di telerefertazione per le aree montane mediante utilizzo della Piattaforma Regionale di interconnessione (NPRI)”. Il progetto, avviato nel 2020 – prosegue Stradoni – grazie alla rimodulazione di una sperimentazione finanziata da Regione Lombardia e Ministero della Salute, nell’ambito del progetto ARNICA, ha visto la realizzazione di una piattaforma di telemedicina per affrontare, attraverso la tecnologia, la carenza di medici specialisti”.

Come funziona la nuova piattaforma?

“La piattaforma realizzata – già attiva nel Distretto della Valcamonica e prossimamente anche in quello della Valtellina e Alto Lario – mette a disposizione funzionalità per l’esecuzione e la gestione di un esame Il Medico di Medicina Generale può richiedere la prescrizione di una o più prestazioni per il paziente e la prestazione può essere effettuata direttamente presso lo studio del medico che l’ha prescritta. L’esecutore della prestazione può accedere alla piattaforma con la propria carta SISS, cercare il paziente, verificare la validità della prescrizione ed eseguire l’esame con l’apposito dispositivo. L’esame viene poi assegnato a un medico refertatore, che lo visualizza e lo referta tramite il proprio sistema, inviando una notifica all’esecutore e abilitando la pubblicazione sul fascicolo sanitario elettronico”.

Come si potrà rimediare alla carenza di specialisti?

“La piattaforma nasce proprio con l’obiettivo – continua il DG – di rendere possibile la refertazione a Milano o a Varese di un esame eseguito in una casa di comunità o in uno studio medico della Valtellina o della Valcamonica, così facendo la carenza di specialisti, in particolare per quanto riguarda alcuni esami, potrebbe essere parzialmente superata”.

Quando potrà essere estesa ad altri ambiti?

“Stiamo testando la soluzione e pensiamo che entro l’anno potrebbero essere attive tutte le case di comunità,  gradualmente la estenderemo agli studi medici. Stiamo anche ipotizzando un utilizzo per il teleconsulto direttamente al domicilio”.

In concreto quali sono i benefici oggettivi che questo progetto potrebbe garantire?

“Ipotizzando di erogare il 30% delle prestazioni attualmente garantite, ai cittadini della nostra ATS, attraverso la telemedicina, abbiamo calcolato, sulla base dei dati reali del 2019 il dato del risparmio generato, nell’arco di un anno e nel territorio di riferimento, può essere quantificato in: 604.428 km risparmiati per raggiungere l’ambulatorio (l’assistito può, infatti, accedere alle prestazioni in luoghi di prossimità e in tempi brevi) 74.765 € di risparmio per carburante, 12.778 ore risparmiate per gli spostamenti, 72.531 Kg di CO2 in meno emessi per gli spostamenti evitati. Siamo molto soddisfatti di questo progetto  – conclude Stradoni – e chiaramente anche del risultato ottenuto per il quale ringraziamo tutti i collaboratori coinvolti che con dedizione e competenza si sono spesi per raggiungere questo obiettivo”.